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Come uscirne?

Il debito pubblico italiano, al 2017, ammonta a 2263 miliardi di Euro.
Di questi, l'84% (1900 miliardi) è rappresentato dai titoli di stato italiani mentre il rimanente 16% (362 miliardi) da altre voci.
Concetriamoci sul debito dei titoli di stati italiani che sono la parte più corposa del debito pubblico. Secondo la banca d'affari Nomura, il 68,7% (1305 miliardi) dei titoli di stato sono in mano a residenti in Italia (banche, assicurazioni e solo per il 6% alle famiglie) mentre il rimanente 31,3% (595 miliardi) sono in mano a residenti stranieri.
340 miliardi di titoli di stato posseduti da residenti italiani sono in realtà posseduti dalla BCE tramite la Banca d'Italia (poichè, per statuto, la BCE non può comprare direttamente i titoli di uno stato). Per cui in realtà i titoli di stato posseduti da residenti italiani sono 1305 - 340 = 965 miliardi pari al 50,7% rispetto alla parte del debito pubblico comprensiva dei soli titoli di stato oppure al 42,6% rispetto alla totalità del debito pubblico stesso. Da notare che il governo giallo-verde attuale, nelle prime fasi, aveva ipotizzato di cancellare 250 miliardi dei 340 miliardi di debito verso la BCE, visto che questo è un debito immorale creato con il solo fine di tenere al guinzaglio gli stati.
Da quanto sopra, si evince che il 57,4% del debito pubblico italiano è in mano alle istituzioni estere di cui il 15% alla sola BCE.
Dispiace dirlo, ma i governi precedenti ci hanno legato mani e piedi e gettato in pasto ai "mercati" i quali cercheranno di spremerci, più o meno lentamente, come limoni, con il consenso dell'Europa, per poi buttare via la buccia come hanno fatto con la Grecia.
Da una situazione come questa, anche grazie al signoraggio della BCE, non se ne esce in modo "normale" ed indolore bensì con pericolosi e dolorosi eventi traumatici.
Nella situazione in cui siamo una possibile, pericolosa, via traumatica potrebbe essere quella di dichiararsi insolventi e minacciare il default, spingendo per la ristrutturazione del debito, essendo ben consapevoli che la remissione totale del debito è matematicamente impossibile a causa del meccanismo mediante il quale il debito viene creato (vedi signoraggio).
La ristrutturazione, sulla quale impegnare le nostre future generazioni (poichè non sarebbe una cosa breve), dovrebbe comprendere la cancellazione dei 340 miliardi dovuti alla BCE (visto che sono solo soldi virtuali, creati dal nulla per cui nessuna famiglia verrebbe toccata), il riconoscimento della quota del debito (circa 6%), comprensivo d'interessi, appartenente alle famiglie italiane ed infine restituzione di una quota, da negoziare e senza interessi, della rimanente parte alle istituzioni finanziare coinvolte.
Chiaramente, per andare in questa direzione, bisogna essere consapevoli che sarebbe una guerra senza esclusioni di colpi contro tutto il sistema finanziario occidentale (probabilmente non lo sarebbe con quello orientale), per cui ci vorrebbe un governo saldamente unito, impermeabile ed appoggiato dalla quasi totalità dei cittadini.

L'alternativa è diventare, lentamente, sudditi di altri stati od organizzazioni tecno-finanziare.
A noi la scelta!

Pubblicato il 10/10/2018 alle 20.34 nella rubrica diario.

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