.
Annunci online

Qui o si fa l'Italia o si muore...si muore, si muore.
post pubblicato in diario, il 9 aprile 2018
Tutti noi italiani vorremmo poter correre da soli, essere padroni del nostro destino, non avere padroni ma, purtroppo, questo non è, e non sarà possibile. Le plutocrazie occidentali, assurte a livelli di potere mai visti, grazie alla grande novità di questa epoca ovvero alla tecno-finanza, ormai controllano saldamente gli stati ed i loro popoli attraverso il denaro, strumento nato per facilitare lo scambio di beni e servizi ed invece trasformato in una formidabile arma per schiavizzare i cittadini. Le plutocrazie, grazie alla enorme disponibilità di denaro, piazzano i loro gregari nei luoghi chiave delle istituzioni influenzando l'attività e le scelte degli stati, a loro favore. Ma questa è la parte meno dirompente della loro azione, il vero punto di forza è la creazione del debito pubblico insolvibile attraverso il quale si ricattano i popoli, costringendoli a sacrificare il proprio futuro.

Nel 2017 il debito pubblico italiano si è assestato a circa 2300 miliardi di euro e, pur non esistendo dati ufficiali, si stima che in forma di bond sia detenuto per il 65% da detentori italiani di cui banche (20%), compagnie di assicurazione, (17%), Banca d’Italia (11%), fondi comuni (3%), famiglie (6%), altri italiani(8%) e per il rimanente 35% da un’istituzione straniera, la BCE, (9%) e poi da investitori esteri (26%); da qui si evince che circa 800 miliardi di euro sono detenuti da investitori stranieri mentre i rimanenti 1500 miliardi sono in mano ad investitori domestici, il che può considerarsi una fortuna poiché questi difficilmente avvierebbero manovre speculative contro se stessi. L’Euro, in tutto questo, gioca un ruolo importantissimo poiché pur non essendo la causa del debito è diventato un mezzo molto efficace per centralizzare il controllo dei debiti di tutti gli stati dell’Unione Europea.

Questo mostro, questo debito, è irremissibile e tutti lo sanno, tutte le istituzioni italiane ed internazionali sanno che non potrà mai essere ripagato a causa soprattutto del pernicioso meccanismo del Signoraggio. Quindi, se un debito non può essere estinto perché cercare di estinguerlo, tanto più se illegittimo? Il nostro debito, come quello degli altri stati, non può e non deve essere rimesso. Si deve trovare il coraggio di dire ai nostri creditori istituzionali domestici ed esteri, trasformatosi in aguzzini, che i soldi indietro non li avranno più. Con questi signori, con la BCE, con le banche centrali, con il sistema banco-finanziario non si dialoga, non si esercita il galateo, solo i rapporti di forza vengono riconosciuti. Se vuoi far valere i tuoi legittimi diritti devi andare allo scontro, duro. È gente che non molla. Se avvertono il pericolo che il loro potere venga intaccato, per esempio non riconoscendo il debito, mettono in campo tutta la loro artiglieria distruttiva per difendersi, ed in questo sono molto efficienti. Quindi nel momento in cui si decide di ricontrattare il debito, si andrà allo scontro duro con tutte le conseguenze che questo potrà comportare.

A questi signori si deve dire che il debito alle istituzioni deve essere ristrutturato ovvero ridotto almeno del 90% mentre il debito alle famiglie, che rappresenta solo il 6%, può essere rimborsato interamente. Se i creditori non accettano, cosa molto probabile, si deve essere pronti allo scontro più ardito ovvero minacciare il default. Se uno stato con il nostro debito minaccia o dichiara il default, c'è da essere sicuri che tutto il sistema finanziario occidentale crolla. Per fare questo, però, si deve essere politicamente e socialmente decisi, con la consapevolezza che una volta partiti non si potrà più tornare indietro. Il supporto e l'appoggio del 50% dei cittadini non è sufficiente, per scontri a questo livello serve che oltre il 70% dei cittadini sia d'accordo.

Con queste premesse, è inutile dire che una svolta di questo tipo non la si farà mai, soprattutto se la materia prima è il popolo italiano. Il nostro destino, ineluttabile, sarà quello di soffocare lentamente sperando che il giorno del giudizio arrivi sempre più in là.



permalink | inviato da vinica il 9/4/2018 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia febbraio        ottobre