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Come uscirne?
post pubblicato in diario, il 10 ottobre 2018
Il debito pubblico italiano, al 2017, ammonta a 2263 miliardi di Euro.
Di questi, l'84% (1900 miliardi) è rappresentato dai titoli di stato italiani mentre il rimanente 16% (362 miliardi) da altre voci.
Concetriamoci sul debito dei titoli di stati italiani che sono la parte più corposa del debito pubblico. Secondo la banca d'affari Nomura, il 68,7% (1305 miliardi) dei titoli di stato sono in mano a residenti in Italia (banche, assicurazioni e solo per il 6% alle famiglie) mentre il rimanente 31,3% (595 miliardi) sono in mano a residenti stranieri.
340 miliardi di titoli di stato posseduti da residenti italiani sono in realtà posseduti dalla BCE tramite la Banca d'Italia (poichè, per statuto, la BCE non può comprare direttamente i titoli di uno stato). Per cui in realtà i titoli di stato posseduti da residenti italiani sono 1305 - 340 = 965 miliardi pari al 50,7% rispetto alla parte del debito pubblico comprensiva dei soli titoli di stato oppure al 42,6% rispetto alla totalità del debito pubblico stesso. Da notare che il governo giallo-verde attuale, nelle prime fasi, aveva ipotizzato di cancellare 250 miliardi dei 340 miliardi di debito verso la BCE, visto che questo è un debito immorale creato con il solo fine di tenere al guinzaglio gli stati.
Da quanto sopra, si evince che il 57,4% del debito pubblico italiano è in mano alle istituzioni estere di cui il 15% alla sola BCE.
Dispiace dirlo, ma i governi precedenti ci hanno legato mani e piedi e gettato in pasto ai "mercati" i quali cercheranno di spremerci, più o meno lentamente, come limoni, con il consenso dell'Europa, per poi buttare via la buccia come hanno fatto con la Grecia.
Da una situazione come questa, anche grazie al signoraggio della BCE, non se ne esce in modo "normale" ed indolore bensì con pericolosi e dolorosi eventi traumatici.
Nella situazione in cui siamo una possibile, pericolosa, via traumatica potrebbe essere quella di dichiararsi insolventi e minacciare il default, spingendo per la ristrutturazione del debito, essendo ben consapevoli che la remissione totale del debito è matematicamente impossibile a causa del meccanismo mediante il quale il debito viene creato (vedi signoraggio).
La ristrutturazione, sulla quale impegnare le nostre future generazioni (poichè non sarebbe una cosa breve), dovrebbe comprendere la cancellazione dei 340 miliardi dovuti alla BCE (visto che sono solo soldi virtuali, creati dal nulla per cui nessuna famiglia verrebbe toccata), il riconoscimento della quota del debito (circa 6%), comprensivo d'interessi, appartenente alle famiglie italiane ed infine restituzione di una quota, da negoziare e senza interessi, della rimanente parte alle istituzioni finanziare coinvolte.
Chiaramente, per andare in questa direzione, bisogna essere consapevoli che sarebbe una guerra senza esclusioni di colpi contro tutto il sistema finanziario occidentale (probabilmente non lo sarebbe con quello orientale), per cui ci vorrebbe un governo saldamente unito, impermeabile ed appoggiato dalla quasi totalità dei cittadini.
L'alternativa è diventare, lentamente, sudditi di altri stati od organizzazioni tecno-finanziare.
A noi la scelta!



permalink | inviato da vinica il 10/10/2018 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Qui o si fa l'Italia o si muore...si muore, si muore.
post pubblicato in diario, il 9 aprile 2018
Tutti noi italiani vorremmo poter correre da soli, essere padroni del nostro destino, non avere padroni ma, purtroppo, questo non è, e non sarà possibile. Le plutocrazie occidentali, assurte a livelli di potere mai visti, grazie alla grande novità di questa epoca ovvero alla tecno-finanza, ormai controllano saldamente gli stati ed i loro popoli attraverso il denaro, strumento nato per facilitare lo scambio di beni e servizi ed invece trasformato in una formidabile arma per schiavizzare i cittadini. Le plutocrazie, grazie alla enorme disponibilità di denaro, piazzano i loro gregari nei luoghi chiave delle istituzioni influenzando l'attività e le scelte degli stati, a loro favore. Ma questa è la parte meno dirompente della loro azione, il vero punto di forza è la creazione del debito pubblico insolvibile attraverso il quale si ricattano i popoli, costringendoli a sacrificare il proprio futuro.

Nel 2017 il debito pubblico italiano si è assestato a circa 2300 miliardi di euro e, pur non esistendo dati ufficiali, si stima che in forma di bond sia detenuto per il 65% da detentori italiani di cui banche (20%), compagnie di assicurazione, (17%), Banca d’Italia (11%), fondi comuni (3%), famiglie (6%), altri italiani(8%) e per il rimanente 35% da un’istituzione straniera, la BCE, (9%) e poi da investitori esteri (26%); da qui si evince che circa 800 miliardi di euro sono detenuti da investitori stranieri mentre i rimanenti 1500 miliardi sono in mano ad investitori domestici, il che può considerarsi una fortuna poiché questi difficilmente avvierebbero manovre speculative contro se stessi. L’Euro, in tutto questo, gioca un ruolo importantissimo poiché pur non essendo la causa del debito è diventato un mezzo molto efficace per centralizzare il controllo dei debiti di tutti gli stati dell’Unione Europea.

Questo mostro, questo debito, è irremissibile e tutti lo sanno, tutte le istituzioni italiane ed internazionali sanno che non potrà mai essere ripagato a causa soprattutto del pernicioso meccanismo del Signoraggio. Quindi, se un debito non può essere estinto perché cercare di estinguerlo, tanto più se illegittimo? Il nostro debito, come quello degli altri stati, non può e non deve essere rimesso. Si deve trovare il coraggio di dire ai nostri creditori istituzionali domestici ed esteri, trasformatosi in aguzzini, che i soldi indietro non li avranno più. Con questi signori, con la BCE, con le banche centrali, con il sistema banco-finanziario non si dialoga, non si esercita il galateo, solo i rapporti di forza vengono riconosciuti. Se vuoi far valere i tuoi legittimi diritti devi andare allo scontro, duro. È gente che non molla. Se avvertono il pericolo che il loro potere venga intaccato, per esempio non riconoscendo il debito, mettono in campo tutta la loro artiglieria distruttiva per difendersi, ed in questo sono molto efficienti. Quindi nel momento in cui si decide di ricontrattare il debito, si andrà allo scontro duro con tutte le conseguenze che questo potrà comportare.

A questi signori si deve dire che il debito alle istituzioni deve essere ristrutturato ovvero ridotto almeno del 90% mentre il debito alle famiglie, che rappresenta solo il 6%, può essere rimborsato interamente. Se i creditori non accettano, cosa molto probabile, si deve essere pronti allo scontro più ardito ovvero minacciare il default. Se uno stato con il nostro debito minaccia o dichiara il default, c'è da essere sicuri che tutto il sistema finanziario occidentale crolla. Per fare questo, però, si deve essere politicamente e socialmente decisi, con la consapevolezza che una volta partiti non si potrà più tornare indietro. Il supporto e l'appoggio del 50% dei cittadini non è sufficiente, per scontri a questo livello serve che oltre il 70% dei cittadini sia d'accordo.

Con queste premesse, è inutile dire che una svolta di questo tipo non la si farà mai, soprattutto se la materia prima è il popolo italiano. Il nostro destino, ineluttabile, sarà quello di soffocare lentamente sperando che il giorno del giudizio arrivi sempre più in là.



permalink | inviato da vinica il 9/4/2018 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il Signoraggio
post pubblicato in diario, il 21 febbraio 2018

Immaginiamo un mondo dove per poter vivere, per mangiare, per lavorare, per ottenere beni e servizi si debba utilizzare il denaro e non si possa utilizzare, in alcuna forma, il baratto. Supponiamo, per esempio, che si utilizzi una valuta chiamata Euro. Supponiamo che io sia l'unica persona, in questo mondo, che possa creare ed avere la proprietà di questi Euro. Questo vuol dire che chiunque, per poter comprare o vendere beni e servizi, è costretto a venire da me per procurarsi la valuta di scambio.

Un contadino, quindi, per poter comprare quello che gli serve per la sua attività, ha bisogno di questa moneta di scambio, per cui è costretto a venire da me per procurarsela. Quindi viene a chiedermi 100€ ovvero, per esempio, 100 pezzi di carta da 1€, che a me non costano assolutamente nulla nel produrli, offrendomi di barattarli con un sacco di patate.  Ma come abbiamo detto, il baratto è proibito per cui gli dico che la moneta non gliela posso vendere, tramite il baratto, ma gliela posso solo prestare ad un tasso d’interesse del 10%. Attenzione, qui sta la furbata: sostituire il verbo vendere con il verbo prestare! Inoltre mi deve comunque dare, come collaterale (garanzia), il sacco di patate nel caso in cui non mi restituisca il prestito più gli interessi, sempre sotto forma di valuta, per cui avrà un debito nei miei confronti pari a 100€ di capitale più 10€ di interessi.

Supponiamo che il contadino ci ripensi e voglia redimere subito il debito ridandomi indietro i 100€ di capitale, a questo punto, però, gli mancano i 10€ di interesse che mi deve dare e senza i quali non gli restituirò il suo sacco di patate. Allora, ingenuamente, mi chiede un ulteriore prestito di 10€, per redimere il precedente debito relativo all' interesse, al quale gli applicherò un nuovo interesse del 10% pari ad 1€. Ora il contadino avrà un debito pari a 10€ d’interesse più 10€ di capitale più 1€ d’interesse ed avrà in tasca 10€ che utilizzerà per estinguere il debito relativo ai 10€ d’interesse. Una volta estinto tale debito, ritornerà comunque ad una situazione debitoria pari a 10€ di capitale più 1€ d’interesse quindi dopo questo primo tentativo di remissione del debito, nei fatti, il suo debito originario è aumentato ed aumenterà sempre più ad ogni ulteriore tentativo. Questo vuol dire che il debito relativo all’interesse non è remissibile. Una volta entrati in questo meccanismo non se ne esce più: matematicamente non c’è modo di eliminare il proprio debito. Quindi mi terrò il suo sacco di patate! E che sarebbe andata a finire così lo sapevo fin dal primo momento quando il contadino venne a chiedermi in prestito la moneta.

Questo perverso e pernicioso meccanismo si chiama Signoraggio ovvero l’Aggio del Signore mediante il quale i popoli sovrani concedono, in modo colpevolmente ingenuo, tale privilegio a pochi signori dell’economia e della finanza. Mediante questo meccanismo i popoli sovrani cedono un pezzo della propria sovranità alle oligarchie finanziare ed accettano di essere un branco di pecore da tosare poco a poco. Il Signoraggio è applicato dalle banche centrali quali la BCE, la FED, la BoE, la BOJ,..ecc, diventate oramai delle istituzioni controllate da interessi privati, le quali concedono in prestito le rispettive valute allo Stato di cui fanno parte con lo stesso identico meccanismo, creando del debito irremissibile utilizzato come clava per soggiogare le sovranità popolari.

Dietro il sacco di patate c’è la vita di ognuno di noi, c’è il sudato lavoro, ci sono le tasse, c’è la qualità della vita, c’è la libertà e tutto questo ormai l’abbiamo dato in garanzia a queste oligarchie plutocrate non elette e l’abbiamo fatto di nostra libera scelta grazie all’ignoranza finanziaria che ci ha sempre accompagnato.

Il denaro nacque come un utile e pratico mezzo di scambio di beni e servizi al posto del baratto e questo doveva rimanere, solamente un mero strumento tecnico invece, grazie alla sua facilità di accumulo senza un’equivalente economia reale ma solo finanziaria, è diventato uno strumento per soggiogare e limitare la sovranità dei popoli attraverso la truffa del debito irremissibile.




permalink | inviato da vinica il 21/2/2018 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Auto elettrica od a benzina?
post pubblicato in diario, il 26 gennaio 2018
Si spende di più a muoversi con un'auto a benzina oppure con un'auto interamente elettrica?
Vediamo di scoprirlo.

Prendendo come riferimento i seguenti dati medi di un veicolo a benzina:
- Consumo = 16,5 [Km/l]
- Costo benzina = 1,5 [Eu/l]

si ricava il seguente costo per percorrere un Km: 16,5/1,5 = 11 [Km/Eu] ovvero con 1 Eu si percorrono 11 Km.

Prendendo come riferimento i seguenti dati medi di un veicolo interamente elettrico (dati presi da un veicolo in vendita):
- Inverter a bordo (caricabatteria) = 6,6 [Kw]
- Capacitè d'immagazzinamento di energia della batteria = 24 [KWh]
- Tempo di ricarica completa = 4 [h]
- Autonomia con una ricarica (media) = 130 [Km]
- Costo medio energia elettrica = 0,35 [Eu/KWh]
- Energia prelevata dalla rete per una ricarica completa ==> 6,6 * 4 = 26,4 [KWh]
- Consumo medio di energia ==> 130/26,4 = 4,92 [Km/KWh]

si ricava il seguente costo per percorrere un Km: 4,92/0,35 = 14,05 [Km/Eu] ovvero con 1 Eu si percorrono 14 Km.

Come si può notare, il costo di percorrenza tra un veicolo elettrico ed a benzina non differisce di molto.
La diversità, tra le due tecnologie, sta nel fatto che in un veicolo a benzina si fa il pieno alla pompa in 5 minuti e si percorrono più di 700 Km prima del successivo pieno mentre un veicolo elettrico si ricarica in 4 ore e si percorrono circa 130 Km prima della successiva ricarica.
Per cui, purtroppo, il veicolo a benzina risulta molto più pratico rispetto a quello elettrico (al costo, però, di avvelenarci i polmoni).

Per incentivare le persone nell'utilizzo dei veicoli elettrici, l'industria deve potenziare la ricerca per migliorare la capacità d'immagazzinamento dell' energia nelle batterie.



permalink | inviato da vinica il 26/1/2018 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
E la balla è servita!
post pubblicato in diario, il 17 ottobre 2017
Secondo me, tutto questo inciucio sulla legge elettorale era già pronto dall'anno scorso. Vediamo la sceneggiatura: l'anno scorso il PD e FI decidono che, dal momento che nessuno dei due ha i numeri per governare, tenteranno ad andare al governo assieme, fregandosene del proprio elettorato. Già, fregarsene sì, ma fino ad un certo punto, qualche balla la dovranno pur raccontare in campagna elettorale, ai propri elettori, per giustificarsi. E qui arriva la genialità di queste persone, che non sapranno governare, ma in quanto a fantasia e spregiudicatezza non sono dietro a nessuno.
Noi del PD, cerchiamo di fare una finta legge elettorale col MS5, poi, con una scusa qualsiasi, affossiamo l'accordo incolpando il MS5 di aver tradito su un punto qualsiasi, non importa quale. Noi PD, diciamo che ci abbiamo provato a fare un accordo elettorale ma quelli del M5S sono inaffidabili ed incompetenti. La cosa importantissima è tirare avanti il più possibile fino alla fine legislatura. A questo punto, con la scusa che non c'è più tempo, che si corre il rischio di andare a votare con una legge elettorale inadeguata e diversa in entrambi i rami del parlamento (cosa che tra l'altro avviene fino dal dopoguerra), noi del PD e FI, per alto senso di responsabilità nei confronti del Paese, bevendo il famoso "calice amaro", ci accordiamo su una legge elettorale (che casualmente conviene ad entrambi) ed assieme al gregario Salvini (che da oltre un anno va dicendo che lui andrebbe a votare subito con qualsiasi legge elettorale, il che fa pensare che anche lui fosse a conoscenza di questa sceneggiata) ci prendiamo, ancora una volta, il Paese.
E la balla ai propri elettori è servita!



permalink | inviato da vinica il 17/10/2017 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Quante centrali elettriche ci vogliono per l'auto elettrica?
post pubblicato in diario, il 14 dicembre 2016

Sono chiaramente favorevole all'abbandono delle fonti fossili a favore di quelle rinnovabili ed all'utilizzo della mobilità elettrica.

Però vorrei segnalare un limite tecnico di cui, purtroppo, si deve tenere conto.
Facciamo un ragionamento di massima che può essere utilizzato come stima attendibile.
In Italia, la potenza elettrica totale installata è circa, più o meno, 50GW (50 miliardi di Watt; somma delle potenze attive di tutte le centrali elettriche sul suolo italiano).

Supponiamo di convertire, dall'oggi al domani, tutto il parco veicoli italiano di motori termici (poniamo 30 milioni) a favore di quelli elettrici.
Supponiamo che ciascun veicolo elettrico abbia in dotazione un inverter di 6KW per ricaricare una batteria, montata sul veicolo, in grado di accumulare un'energia pari a 24KWh; questo vuol dire che, per caricare interamente la batteria, si dovrà collegare l'inverter alla rete per 4 ore.
Supponendo che tutti i 30 milioni di veicoli elettrici si colleghino contemporaneamente alla rete, questa dovrebbe essere in grado di fornire una potenza attiva di picco pari a: 30.000.000 * 6.000 = 180GW ovvero più di tre volte la potenza attualmente installata in Italia; se fossero collegati
contemporaneamente solo 1/3 di veicoli, ovvero 10 milioni, ci vorrebbero circa 60GW ovvero più dell'intera potenza elettrica installata.

Per cui sostituire tutto il parco dei veicoli termici con veicoli elettrici, appare un'impresa abbastanza ardua nel medio termine.

Questo tipo di politiche, devono essere attuate con delle priorità e più passaggi.
La priorità maggiore potrebbe essere quella di cominciare ad introdurre veicoli elettrici negli affollati centri urbani delle città. Già questo sarebbe un passo notevole e richiederebbe uno sforzo energetico sostenibile.
Contemporaneamente, il passaggio ad energie rinnovabili non potrà essere più considerato come un optional ma dovrà essere affrontato con la priorità e lo sforzo che merita.




permalink | inviato da vinica il 14/12/2016 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Entrate - Uscite statali 2016
post pubblicato in diario, il 13 dicembre 2016

Dal bilancio semplificato dello Stato si evince che le previsioni di bilancio sono:

2016: Entrate: 567,417 Miliardi di Euro [MEu]
           Uscite: 824,313 [MEu]
           Differenza: -256,896 [Meu] (Ricorso al mercato)

2017: Entrate: 582,604 [MEu]
           Uscite: 866,336 [MEu]
           Differenza: -283,732 [Meu] (Ricorso al mercato)

2018: Entrate: 596,178 [MEu]
           Uscite: 846,167 [MEu]
           Differenza: -249,989 [MEu] (Ricorso al mercato)

Come si può notare, le entrate superano sempre le uscite (dovute per circa 1/4 al rimborso dei titoli di Stato scaduti) ed ogni anno circa 250 Miliardi devono essere trovati ricorrendo al mercato, ovvero emettendo nuovi titoli di Stato e sperare che qualcuno se li compri.

Una famiglia, con questo tipo di bilancio, sarebbe già fallita e pignorata da tempo mentre lo Stato, non si capisce bene perchè, non fallisce mai. O meglio, si capisce, viene tenuto in vita dalla Banca Centrale Europea (BCE), che ogni mese compra una gran parte di questi titoli di Stato assieme alle banche ed ai privati.

L'Italia, con questa situazione, ha perso la propria indipendenza economica con conseguente perdita di sovranità politica poiché sarà continuamente alla mercé dello strozzino di turno, in questo caso della BCE e dell'Europa.

Non illudiamoci, da questa situazione non se ne uscirà senza pagare dazio, se ne uscirà solo con forti eventi tumultuosi ed a rimetterci, come al solito, saranno i normali cittadini che, da tali, correranno il rischio di diventare sudditi di qualcuno.

Qui trovi il bilancio semplificato dello Stato: http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Bilancio_di_previsione/Bilancio_semplificato/Gennaio-2016/




permalink | inviato da vinica il 13/12/2016 alle 8:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I prinicipali motivi del disastro
post pubblicato in diario, il 26 novembre 2016

I motivi principali per cui ci troviamo in una situazione finanziaria disastrosa, al limite del collasso, sono sostanzialmente tre:


- l' eliminazione del Gold Standard, per opera di Nixon nel 1971, il quale ancorava il dollaro all'oro. In questo modo si è cominciato a creare denaro senza limiti, perdendo il contatto con l'economia reale.


- il Signoraggio, mediante il quale si permette che il denaro sia di proprietà delle banche private (le banche centrali) e non degli Stati, i quali prendono in prestito il denaro da quest'ultime, pagandone gli interessi.


- la Riserva Frazionaria, mediante la quale le banche creano denaro dal nulla, amplificando, nel mondo, la quantità di denaro virtuale.




permalink | inviato da vinica il 26/11/2016 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il popolo leghista é razzista?
post pubblicato in diario, il 18 gennaio 2016
Dal dizionario Hoepli on line:
Dottrina che sostiene la superiorità di una razza sulle altre e che propugna la necessità di mantenerla pura, evitando perciò ogni contaminazione con altre razze, ritenute inferiori, mediante severe discriminazioni razziali e talvolta anche con la persecuzione.

Da Wikipedia:
Il termine razzismo, nella sua definizione più semplice, si riferisce ad un'idea, spesso preconcetta[1] e comunque scientificamente errata, come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da molti altri approcci metodologici, che la specie umana (la cui variabilità fenotipica, l'insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un vivente, è per lo più soggetta alla continuità di una variazione clinale) possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro.

Dal dizionario Treccani on line:
Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore: il r. nazista, la dottrina e la prassi della superiorità razziale ariana e in partic. germanica, elaborata in funzione prevalentemente antisemita; il r. della Repubblica Sudafricana, basato sulla discriminazione razziale sancita a livello legislativo e istituzionale (v. apartheid); il r. statunitense, riguardo a gruppi etnici di colore, o anche a minoranze diverse dalla maggioranza egemone.

Prendendo come riferimento le definizioni riportate, si può affermare che i romani, 2000 anni fa, erano razzisti poiché praticavano lo schiavismo, considerando gli schiavi oggetti di nessun valore.
Gli americani all’epoca delle guerra di secessione, ed in parte quelli odierni degli stati del Sud, erano e sono razzisti poiché portavano avanti la pratica dello schiavismo a danno dei neri deportati dall’Africa.
Gli indiani dell’India, con la presenza delle caste, sono razzisti, in cui un individuo di una casta inferiore non può neanche guardare negli occhi un individuo di una casta superiore.
In Arabia Saudita, uno stato dittatoriale, sono razzisti, dove se non sei un saudita hai diritti inferiori.
In Sudafrica erano (e probabilmente lo sono ancora) razzisti con la discriminazione razziale sancita addirittura a livello istituzionale.

Elemento comune, nei casi sopra descritti, è il fatto che vi siano gruppi di uomini che considerano inferiore altri gruppi di uomini.

Il popolo leghista nella sua globalità, tranne magari casi isolati, seguendo le definizioni riportate, secondo me, non risulta essere razzista. Non penso che si ritenga superiore biologicamente od  intellettualmente ad altri popoli. Penso, invece, che segua l’istinto atavico della territorialità ovvero la difesa del territorio, che si è trovato ad occupare prima di altri, da chi arriva dopo, considerando diverso e pericoloso chi oltrepassa i confini.
Lo stesso meccanismo psicologico lo si aveva negli anni 1950/60 quando il popolo del Nord non voleva gli immigrati meridionali. In quel periodo, sovente si vedevano cartelli affissi fuori dalle porte con scritto: “Non si affitta ai terroni”.
Il popolo del Nord, a quel tempo, era razzista? Non credo, voleva solo difendere il proprio territorio dal “diverso”, da chi non era abituato a vedere e con il quale interagire.

Discorso diverso si deve fare per i dirigenti leghisti: questi sono tutto quello che il loro popolo vuole, quello che la sua pancia dice. Poiché il popolo leghista teme ed avversa lo “straniero”, ecco che i loro dirigenti seguono questa pulsione, la cavalcano e l’amplificano con il solo ed unico scopo di ottenere il consenso. Per cui, se ne guardano bene dal fare qualcosa di serio per risolvere il problema, anzi fanno di tutto per mantenere la brace del consenso sempre accesa, tenendo sempre ben viva questa paura fino ad adottare stupidi provvedimenti, come l’introduzione del reato d’immigrazione, solo per dimostrare che qualcosa stanno facendo.
Se i dirigenti leghisti avessero voluto gestire seriamente l’immigrazione clandestina incontrollata ne avrebbero avuto tutte le possibilità, essendo stati, per parecchi anni, in ruoli chiavi nei precedenti governi. Ma questo problema non va certo risolto, si corre il rischio di non essere più votati.

La Lega, in trent’anni di attività, viene ricordata soprattutto per due grandi cavalli di battaglia: “Roma ladrona” e “cacciamo i migranti”. Il primo slogan gli permise di farsi conoscere e raggiungere un certo grado di consenso; peccato che poi divenne essa stessa parte funzionale di “Roma ladrona” diventando una commensale d’eccellenza nel “magna magna” romano. Non potendo più sostenere la propria verginità nei confronti del potere corruttivo della politica, dovette cambiare il proprio motto di battaglia e rivolgerlo contro i migranti per mantenere il consenso elettorale.

I leghisti sono alla ricerca di una soluzione definitiva per risolvere il problema della migrazione oceanica dei popoli, senza rendersi conto che non esistono soluzioni facili e, probabilmente, non esistono neanche soluzioni.
La soluzione, che tanto piace al popolo leghista, di chiudere i confini e rispedire tutti i migranti clandestini (da non confondere con i profughi) a casa loro è molto facile da proporre ma “leggermente” difficile da attuare poiché stiamo parlando di grossi numeri, non di sporadici casi.
Non è possibile gestire efficacemente l’enorme flusso migratorio a livello comunale, regionale o statale, serve l’intervento coordinato e pensato di tutti gli stati confinanti nelle aree geografiche oggetto di queste migrazioni.

L’unica, vera, soluzione definitiva è quella di togliere il motivo alle gente di emigrare, facendola stare bene a casa propria, senza fabbricargli guerre in continuazione nei loro territori e senza sfruttarli. Ma questo vuol dire, per i popoli occidentali, sacrificare parte del proprio benessere e, quando vai chiedere questo ai cittadini, semplicemente non ti votano più.




permalink | inviato da vinica il 18/1/2016 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'Italia è fregata!
post pubblicato in diario, il 7 novembre 2015
L'Italia ha circa 750 miliardi di Euro di entrate da gettito fiscale e circa 450 miliardi di uscite con un disavanzo di circa 300 miliardi di cui circa 90 miliardi derivano da interessi sul debito pubblico.

Ogni anno l'Italia ha bisogno che la BCE ed i suoi sodali europei gli comprino la maggior parte di questo disavanzo sotto forma di titoli di stato altrimenti fallisce nel giro di un fine settimana: il venerdì sera vai a dormire che puoi ritirare i soldi dal bancomat ed il lunedì mattina ti svegli con gli sportelli bancari chiusi.

Per evitare questo, il governo italiano deve eseguire gli ordini delle oligarchie europee transnazionali, non elette, le quali si sono impossessati dell'Europa attraverso il debito pubblico degli stati.

A questa situazione esplosiva del debito pubblico italiano si è arrivati grazie ai rappresentanti politici che il popolo italiano si è scelto e si è votato nel corso degli ultimi decenni.

Ormai, spiace a dirlo, ma l'Italia ha perso il suo potere contrattuale: è fregata!



permalink | inviato da vinica il 7/11/2015 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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